VENERDI’ 9 NOVEMBRE 2018, ORE 15.00 AULA 4, ED. TOMMASEO, I PIANO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE VIA OSTIENSE 139, ROMA
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L’Associazione Di.Fro. Diritti di frontiera in collaborazione con LegalClinic RomaTre eAssociazione Studi Giuridici Immigrazione 
con il supporto della Fondazione Charlemagne
presenta il seminario:
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“LA REVOCA DELLE MISURE DI ACCOGLIENZA TRA DIRITTO E PRASSI”
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INTERVENGONO:
-AVV. DARIO BELLUCCIO (A.S.G.I) DEL FORO DI BARI
-DOTT. DUCCIO FACCHINI, GIORNALISTA DI “ALTRECONOMIA”
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INTRODUCE E MODERA L’ASSOCIAZIONE DIRITTI DI FRONTIERA Di.Fro. Diritti di frontiera

 

 

[Difro] CGUE su diritto di soggiorno dei familiari di cittadini UE e coniuge dello stesso sesso

 La libera circolazione delle persone nei 28 paesi dell’Unione garantisce il diritto dei coniugi – a prescindere dall’orientamento sessuale – a vivere e a lavorare nello stesso paese anche se quel paese non riconosce il matrimonio egualitario. Quindi gli Stati membri sono liberi di autorizzare o meno il matrimonio omosessuale, ma non possono ostacolare la libertà di soggiorno di un cittadino dell’Unione rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso sesso, cittadino di un paese non Ue, un diritto di soggiorno sul loro territorio.

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d2dc30dd9d9232f79723444d9984c2254a72bc27.e34KaxiLc3qMb40Rch0SaxyNchb0?text=&docid=202542&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=17823

ECLI:EU:C:2018:385

SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)

5 giugno 2018

«Rinvio pregiudiziale – Cittadinanza dell’Unione – Articolo 21 TFUE – Diritto dei cittadini dell’Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri – Direttiva 2004/38/CE – Articolo 3 – Aventi diritto – Familiari del cittadino dell’Unione – Articolo 2, punto 2, lettera a) – Nozione di “coniuge” – Matrimonio tra persone dello stesso sesso – Articolo 7 – Diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi – Diritti fondamentali»

1)      In una situazione in cui un cittadino dell’Unione abbia esercitato la sua libertà di circolazione, recandosi e soggiornando in modo effettivo, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, e in tale occasione abbia sviluppato o consolidato una vita familiare con un cittadino di uno Stato terzo dello stesso sesso, al quale si è unito con un matrimonio legalmente contratto nello Stato membro ospitante, l’articolo 21, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a che le autorità competenti dello Stato membro di cui il cittadino dell’Unione ha la cittadinanza rifiutino di concedere un diritto di soggiorno sul territorio di detto Stato membro al suddetto cittadino di uno Stato terzo, per il fatto che l’ordinamento di tale Stato membro non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

2)      L’articolo 21, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, il cittadino di uno Stato terzo, dello stesso sesso del cittadino dell’Unione, che abbia contratto matrimonio con quest’ultimo in uno Stato membro conformemente alla sua normativa, dispone di un diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi nel territorio dello Stato membro di cui il cittadino dell’Unione ha la cittadinanza. Tale diritto di soggiorno derivato non può essere sottoposto a condizioni più rigorose di quelle previste all’articolo 7 della direttiva 2004/38.

Servizi sul TG3 sulla clinica legale

Ringraziamo il TG3 e la giornalista Elisa D’Alto per il servizio sulla Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza

 

 

“Spesso ad essere vittime di incidenti sul lavoro sono i migranti. Per loro può essere difficile far valere i propri diritti. A Roma, all’Università degli Studi Roma 3, è stato attivato uno sportello a cui ci si può rivolgere. Per il Tg3 delle 19 del 20 maggio 2018 Elisa D’Alto è andata a vedere come funziona”

Progetto di escursione didattica e ricerca della Clinica Legale di Roma Tre e dell’Associazione Diritti di Frontiera nella aree agricole di Nardò e Conversano, dedicato al tema dello sfruttamento lavorativo dei migranti e ai modelli di produzione alternativa e solidale. Un ringraziamento alle associazioni Diritti a Sud, Solidaria, Netzanet e alla rete Sfruttazero Puglia per l’ospitalità e la collaborazione.

 

Regia: Martina Millefiorini                                                                                                                                                    Montaggio: Flavia Cellini                                                                                                                                                        Progetto realizzato con il sostegno della “Fondazione Charlemagne”

25/01/2018   Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi Roma Tre
Via Ostiense 139, Roma

“Le politiche italiane in materia di immigrazione: dagli hotspot al Dl Minniti”
partecipano

Associazione “Un ponte per…”

Rappresentanti dell’Organizzazione Internazionale per le
Migrazioni

Il seminario presenta le attività di orientamento e assistenza legale della Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza e propone un approfondimento delle recenti innovazioni legislative in materia di immigrazione, con particolare attenzione al “sistema hotspot” e al c.d. “Decreto Minniti”.

La Cassazione conferma il proprio orientamento in materia di legittimità del trattenimento dello straniero

Corte di Cassazione, ordinanza n. 5750/2017

La Corte di Cassazione ribadisce il proprio costante orientamento per cui il giudice, in sede di convalida dell’ordine di trattenimento dello straniero raggiunto da provvedimento di espulsione, è tenuto, alla luce di un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 14 del D. Lgs. 286/1998 in relazione all’art. 5, par. 1, della CEDU (che consente la detenzione di una persona, a fini di espulsione, a condizione che la procedura sia regolare), a rilevare incidentalmente, ai fini della decisione di sua competenza, la manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo, che può consistere anche nella situazione di inespellibilità dello straniero, tra cui rientra anche lo stato di gravidanza della persona trattenuta.
Leggi il testo dell’ordinanza

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della Clinica Legale

Corte di Cassazione, ordinanza n. 5744/2017

È illegittimo il provvedimento con cui il giudice autorizza la proroga del trattenimento «ritenuta la sussistenza dei presupposti per la concessione della richiesta di proroga».
Si tratta con tutta evidenza di motivazione solo apparente contenuta in un modulo prestampato, affatto carente in ordine alla pur sintetica indicazione delle ragioni della ritenuta sussistenza dei presupposti per la concessione della proroga, nonché della infondatezza delle deduzioni svolte in udienza dalla difesa della persona trattenuta.

Leggi il testo dell’ordinanza

Human Rights seminar series

Law and Gender – Human Rights seminar series
coordinated by
Enrica Rigo and Mirko Sossai9 marzo 13.45 pm Aula 1.02

Presentazione di
“Gender and Migration in Italy”
di Elisa Olivito
Università di Roma La Sapienza

ne discutono con la curatrice

Sabrina Marchetti

Università Ca’ Foscari di Venezia

Laura Ronchetti
Consiglio Nazionale delle Ricerche

Dipartimento di Giurisprudenza Roma Tre
Via Ostiense 139