[Difro] Cass. S.U. 40982/2018 sulla natura delle fattispecie di cui all’art. 12, comma 3, TUI

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20180924/snpen@sU0@a2018@n40982@tS.clean.pdf

 

Le fattispecie previste nell’art. 12, comma 3, d.lgs. n. 286/1998 configurano circostanze aggravanti del reato di pericolo di cui al comma 1 del medesimo art. 12, e non autonome fattispecie di reato.

La questione era stata rimessa alle sezioni unite con ordinanza 11889/2018 [http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20180315/snpen@s10@a2018@n11889@tO.clean.pdf] con il seguente quesito:
Se in tema di disciplina dell’immigrazione, le fattispecie disciplinate dall’art. 12, comma terzo, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 costituiscano circostanze aggravanti del delitto di cui all’art. 12, comma primo, del medesimo D.Lgs. ovvero figure autonome di reato. In eventualità siffatta se il delitto di cui all’art. 12, comma 3, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 integri un reato di pericolo o “a consumazione anticipata”, che si perfeziona per il solo fatto di compiere atti diretti a procurare l’ingresso dello straniero nel territorio dello Stato, in violazione della disciplina di settore, non richiedendo l’effettivo ingresso illegale dell’immigrato in detto territorio.

Nella fattispecie l’imputato era giudicato, in concorso con altri, per aver compiuto atti diretti a provocare l’ingresso illegale in territorio italiano di tre cittadini stranieri.
Il tribunale aveva applicato l’art. 12, comma 3, lett. d), del D. Lgs. 286/98, ritenendo tale fattispecie una circostanza aggravante e non una fattispecie autonoma di reato.
La corte di appello, diversamente opinando, aveva riqualificato il reato ascritto in quello di cui all’art. 12, comma 1, osservando che nessuno dei cittadini stranieri era in effetti entrato nel territorio italiano e che quindi non potesse applicarsi il terzo comma, ritenuto fattispecie autonoma di reato e non circostanza aggravante e pertanto applicabile solo ove l’ingresso si fosse concretamente verificato.
Avverso la sentenza ricorreva per cassazione il procuratore generale sostenendo che l’orientamento della corte di appello era errato, poiché nella descrizione dei fatti tipici non vi è alcun riferimento all’«ingresso».
La prima sezione penale della corte di cassazione aveva rilevato un contrasto di giurisprudenza sul punto. Aveva osservato che la giurisprudenza di legittimità riteneva che le disposizioni contenute nell’art. 12, comma 3, integrassero una circostanza aggravante nel vigore della disciplina anteriore al 2002, ma successivamente a tale novella ha ritenuto che costituissero fattispecie autonoma di reato.
La corte quindi si interrogava sulla natura (di circostanza aggravante del reato di cui al primo comma, o di autonomo titolo di reato) delle fattispecie di cui al terzo comma; inoltre si domandava se, qualora si affermi che costituissero autonomo titolo di reato, esso rientrasse tra i fatti di pericolo o a così detta consumazione anticipata, in cui la soglia di punibilità è anticipata al mero compimento di atti diretti a procurare l’ingresso. Tutte le tre tesi erano state sostenute dalla giurisprudenza recente.

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