Cass. 13540/2019 su espulsione e successiva domanda di protezione internazionale

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Cass. 13540/2019 su espulsione e successiva domanda di protezione internazionale
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La corte di cassazione rimette alla pubblica udienza la discussione di un ricorso, rilevando un contrasto di orientamenti sulla validità del decreto di espulsione nel caso in cui lo straniero espulso abbia in seguito presentato domanda di protezione internazionale.
Secondo un primo orientamento (Sez. 6 – 1, n. 19819 del 26/07/2018, Rv. 650342 – 01), in applicazione dell’art. 7 del d.lgs. n. 25 del 2008 e in conformità alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (in particolare, sentenza 30/5/2013, causa C- 534/11), il cittadino straniero richiedente asilo ha diritto di rimanere nel territorio dello Stato per tutto il tempo durante il quale la sua domanda viene esaminata, anche se è stata presentata dopo l’emissione del decreto di espulsione (fermo restando che, in presenza delle altre condizioni di legge, può comunque essere disposto il suo trattenimento, nel caso in cui la richiesta appaia del tutto strumentale) sicché, operando il divieto di espulsione, il rigetto dell’opposizione avverso il decreto di espulsione, da lui proposta innanzi al giudice di pace, deve ritenersi illegittimo.
Secondo un altro orientamento (Sez. 6 – 1, n. 28860 del 12/11/2018, Rv. 651500 – 02) invece, in tema di ricorso avverso l’espulsione prefettizia, non assume rilievo, ai fini della verifica di legittimità del decreto di espulsione, la circostanza che lo straniero, dopo la notifica del decreto, abbia presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale poiché il provvedimento di espulsione è un provvedimento obbligatorio a carattere vincolato ed il giudice ordinario dinanzi al quale il decreto è impugnato deve controllare unicamente l’esistenza, al momento dell’espulsione, dei requisiti di legge che ne impongono l’emanazione, né in tale caso sussistono i presupposti per la sospensione ex art. 295 c.p.c., poiché l’accertamento in ordine all’esistenza delle condizioni per un titolo di soggiorno separatamente invocato, come nel caso di richiesta del riconoscimento dello status di rifugiato politico, non si pone in nesso di pregiudizialità con l’opposizione all’espulsione.

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