Cass. 8373/2019 su durata del trattenimento del richiedente asilo, presenza dell’interprete nell’udienza di convalida

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20190326/snciv@s10@a2019@n08373@tS.clean.pdf

Cass. 8373/2019 su durata del trattenimento del richiedente asilo, presenza dell’interprete nell’udienza di convalida

1)
È legittimo il decreto di convalida del trattenimento adottato dal tribunale all’esito di udienza svolta senza l’assistenza dell’interprete, qualora non sia stata dedotta una specifica doglianza connotata da rilevanza e che sia diretta conseguenza della mancanza dell’interprete.
In tema di esecuzione dell’espulsione dello straniero, non sussiste alcuna norma che, nel procedimento di convalida dell’ordine del questore di trattenimento temporaneo dello straniero presso un centro di permanenza, imponga al giudicante – astretto dall’onere di convalida nelle quarantotto ore dalla trasmissione degli atti – di assicurare la presenza di un interprete nella lingua dello straniero (come previsto di contro dall’art. 143 cod.proc.pen.), sol dovendosi assicurare – non dovendo lo straniero essere fatto oggetto a contestazioni di sorta ma solo dovendo essere sentito sulle circostanze relative alle ipotesi di cui al comma primo dell’art. 14 – che per le concrete circostanze del caso l’interessato sia in condizione di comprendere la sostanza dell’interpello.
La mancanza dell’interprete in tanto può tradursi in un vizio della procedura inerente all’udienza di convalida del trattenimento in quanto sia dedotta l’esistenza di una specifica eccezione che sia stata preclusa dalla mancanza dell’interprete, e che perciò costituisca in concreto, una lesione del diritto di difesa.

2)
La corte, ancora una volta, non si pronuncia nel merito della questione relativa alla durata del trattenimento del richiedente asilo – non già trattenuto ad altro titolo – disposto ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D. Lgs. 142/2015.
Il ricorrente sosteneva che tale trattenimento potesse essere disposto e convalidato per trenta giorni, come previsto dall’art. 14, comma 5, del D. Lgs. 286/1998 (richiamato dall’art. 6, comma 2 e comma 5, secondo periodo, del D. Lgs. 142/2015), e non per sessanta giorni come previsto dall’art. 6, comma 5, ultimo periodo, del D. Lgs. 142/2015 per il richiedente asilo che presenti la domanda mentre si trova già trattenuto.
La corte ha rigettato la doglianza perché dagli atti non risulta che il trattenimento iniziò contestualmente alla domanda di protezione internazionale.
In una precedente ordinanza di inammissibilità (Cass. 28116/2018 [1]), la corte sembrava affermare che il trattenimento del richiedente asilo non già trattenuto ad altro titolo, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D. Lgs. 142/2015, possa essere disposto e convalidato per trenta giorni come previsto dall’art. 14, comma 5, del D. Lgs. 286/1998, e non per sessanta giorni come previsto dall’art. 6, comma 5, del D. Lgs. 142/2015 per il richiedente asilo che presenti la domanda mentre si trova già trattenuto.

[1] http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181105/snciv@s10@a2018@n28116@tO.clean.pdf

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