Cass. 9760/2019 (OMOS Sonia) su trattenimento, udienza pubblica, richiesta di protezione internazionale

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20190408/snciv@s10@a2019@n09760@tS.clean.pdf

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La corte di cassazione, con la sentenza 9760/2019, ha rigettato il ricorso proposto per Sonia Omos dalla clinica legale con l’ausilio del Prof. Costantino.

La corte afferma che è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 4, D. Lgs. 286/1998, che prevede che l’udienza di convalida del trattenimento si svolga in camera di consiglio. La corte riprende gli argomenti già spesi in relazione al procedimento relativo alle controversie in materia di protezione internazionale (Cass. 17717/2018 e successive conformi), e secondo cui il rito camerale è idoneo a garantire il contraddittorio anche nel caso in cui non sia disposta l’udienza, sia perché tale eventualità è limitata solo alle ipotesi in cui, in ragione dell’attività istruttoria precedentemente svolta, essa appaia superflua, sia perché in tale caso le parti sono comunque garantite dal diritto di depositare difese scritte.

È inammissibile il motivo di ricorso con cui si eccepisce l’incompetenza del giudice di pace e la competenza del tribunale, quando il giudice di pace ha ritenuto che la domanda di protezione internazionale fosse generica e che dunque la stessa non fosse suscettibile di essere qualificata come tale, con conseguente inapplicabilità dell’invocato art. 6 del D. Lgs. 142/2015. Nel caso di specie, la corte ha ritenuto che la ricorrente non abbia allegato e chiarito l’errore in cui il giudice di pace sarebbe incorso nel qualificare come generica e quindi inidonea la domanda di protezione internazionale.

È inammissibile il motivo di ricorso con cui si eccepisce l’insussistenza dei presupposti per il trattenimenti ai sensi dell’art. 6 del D. Lgs. 142/2015, sia perché al momento in cui è stato disposto il trattenimento la ricorrente non era richiedente (poiché la domanda di protezione era generica), sia perché la ricorrente non ha riportato il contenuto dell’ordine del questore ed è pertanto preclusa ogni verifica sulla doglianza.

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