Cass. 27073/2019 sulla necessità dell’audizione in tribunale in presenza di motivi o fatti nuovi

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20191023/snciv@s10@a2019@n27073@tS.clean.pdf
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Cass. 27073/2019 sulla necessità dell’audizione in tribunale in presenza di motivi o fatti nuovi
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Il giudice investito della domanda di protezione internazionale, da parte di un richiedente che alleghi fatti o elementi nuovi (anche se anteriori alla domanda di protezione) rispetto a quelli già dedotti nella fase amministrativa, deve fissare udienza per l’audizione del richiedente, purché gli elementi non siano presentati tardivamente rispetto al giudizio e siano significativi e sufficientemente distinti da quelli già valutati dall’autorità amministrativa (Corte di giustizia sentenza C-652/16 del 04/10/2018, Nigyar Rauf Kaza Ahmedbekova).
Non possono essere considerati tardivi, nel sistema delineato dall’ordinamento italiano, i motivi o gli elementi di fatto dedotti per la prima volta nel ricorso giurisdizionale, che non costituisce impugnazione in senso stretto del provvedimento amministrativo bensì giudizio a cognizione piena.
L’art. 46, paragrafo 3, della Direttiva n. 32 del 2013, e l’art. 35 bis del d.lgs. n. 25 del 2008, correttamente interpretato in conformità ai principi esposti in detta Direttiva, impongono l’esame diretto del richiedente su tutti i motivi e i fatti oggetto della domanda di protezione internazionale. Quando tali motivi o fatti siano stati dedotti per la prima volta nel ricorso, il giudice è tenuto a procedere all’audizione se richiesta dalla parte.

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