TAR Brescia 649/2019 su accoglienza e protezione umanitaria

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Il TAR di Brescia conferma i propri precedenti (sent. 406/2019 e sent. 453/2019) e ribadisce l’illegittimità dei provvedimenti di cessazione delle misure di accoglienza di richiedenti asilo cui era stato riconosciuto il diritto alla protezione umanitaria, motivati in ragione della riforma attuata con il d.l. n. 113/2018 che esclude dallo SPRAR (oggi SIPROIMI) i titolari di permessi umanitari.
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Il TAR ha affermato la propria giurisdizione e, in conformità a quanto stabilito da Cass. 4890/2018, ha ritenuto inapplicabile la disciplina introdotta dal DL 113/2018 così ai procedimenti per il riconoscimento del titolo per motivi umanitari che sono già stati avviati (e non ancora conclusi) come alle «ipotesi in cui la protezione umanitaria è già stata riconosciuta al richiedente, al fine di elidere un beneficio – l’erogazione delle misure di accoglienza – collegato al detto riconoscimento.»
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Il TAR, inoltre, ha censurato il provvedimento prefettizio anche nella parte in cui ha omesso di applicare le disposizioni di cui agli artt. 7 e 10-bis L. 241/1990, non preavvertendo l’interessato della decisione che stava per assumere, così impedendo che egli potesse rappresentare alla PA le ragioni che potevano condurre ad un diverso provvedimento. Il TAR ha osservato che il diritto alla partecipazione non può essere escluso se non per ragioni di celerità, insussistenti nel caso di specie.
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Occorre segnalare infine che il TAR ha rigettato l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, poiché corredata di dichiarazione relativa al reddito dell’anno 2018 pur essendo stata presentata il 20 maggio 2019, quando non era ancora decorso il termine per la presentazione della relativa dichiarazione fiscale, con la conseguenza che l’ultimo reddito dichiarato doveva ancora ritenersi essere quello prodotto nell’anno 2017, e inoltre mancante di ogni dichiarazione relativa all’assenza di beni immobili e redditi prodotti nel Paese d’origine.

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