Cass. 33168/2019 su espulsione, legittimazione del viceprefetto aggiunto e attestazione di conformità della copia, traduzione, rapporti con il giudizio di protezione internazionale

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20191216/snciv@s10@a2019@n33168@tO.clean.pdf
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Il viceprefetto aggiunto è delegato ex lege (art. 14 DLgs 139/2009) all’adozione del decreto di espulsione.

È valido il decreto di espulsione consegnato in copia con attestazione di conformità (senza timbri di congiunzione) sottoscritta da funzionario di polizia non identificato.

Non possono essere dedotte, nel ricorso contro il decreto di espulsione, questioni relative all’attuazione della misura coercitiva.

Il giudice deve accertare in concreto se lo straniero espulso conosca la lingua nella quale il provvedimento espulsivo sia stato tradotto, a tal fine valutando gli elementi probatori del processo, tra i quali assumono rilievo anche le dichiarazioni rese dall’interessato nel c.d. ‘foglio-notizie’, ovvero l’attestazione, contenuta nella relata di notificazione del decreto, della dichiarazione dello straniero di conoscere la lingua italiana. La conoscenza da parte dello straniero di una lingua ‘veicolare’ ovvero della lingua italiana è circostanza accertabile anche in via presuntiva e costituente accertamento di fatto censurabile nei ristretti limiti dell’attuale disposto dell’art. 360, comma 1, n. 5, cpc.

La corte dichiara infine inammissibili, per sopravvenuta carenza di interesse, i motivi di ricorso relativi alla pendenza del giudizio di protezione internazionale, che era pendente all’epoca dell’espulsione e dell’ordinanza del giudice di pace ma che si è poi concluso, con decisione definitiva di rigetto della domanda.
“Il rilevato giudicato esterno sul diniego della protezione internazionale in favore dell’opponente attuale ricorrente si ripercuote nel presente giudizio elidendo ogni concreto interesse del deducente ad ottenere una decisione sulle ragioni di censura (legittimità del decreto di espulsione adottato in pendenza del giudizio sulla richiesta di protezione internazionale.”

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