Cass. 32213/2018 sulla protezione umanitaria

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181212/snciv@s61@a2018@n32213@tO.clean.pdf

 

Le situazioni di vulnerabilità che impongono il riconoscimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari ex art. 5 comma 6 TUI costituiscono un catalogo aperto, ma il riscontro di un’effettiva situazione di vulnerabilità non può non partire «dalla situazione oggettiva del paese di origine del richiedente correlata alla condizione personale che ha determinato la ragione della partenza. Tale punto di avvio dell’indagine è intrinseco alla ratio stessa della protezione umanitaria, non potendosi eludere la rappresentazione di una effettiva deprivazione dei diritti umani che ne abbia giustificato l’allontanamento».

Non è sufficiente a ravvisare la situazione di vulnerabilità la sussistenza di una fortissima sproporzione tra le condizioni di vita presenti nel paese di partenza e quelle correnti nel paese di accoglienza.

Cass. 32321/2018 sulla sospensione del diniego della protezione internazionale in caso di ricorso per cassazione

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181213/snciv@s10@a2018@n32321@tO.clean.pdf

 
La corte di cassazione dichiara manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 35 bis, comma 13, del D. Lgs. 25/2008, che prevede che quando il tribunale rigetta il ricorso viene meno la sospensione del diniego della protezione, con la facoltà per il tribunale di ripristinare tale sospensione per fondati motivi su istanza di parte.
La corte prende atto della sentenza del 27/9/2018 in C-422/18 della corte di giustizia dell’Unione Europea [1] che ha escluso l’incompatibilità di tale norma con il diritto europeo.
La corte esamina poi le censure di legittimità costituzionale della norma e le esclude; osserva che nel sistema processuale civile i provvedimenti sono esecutivi, la diversa disciplina dei due strumenti di sospensione cautelare previsti dal codice di procedura civile (art. 283 e art. 373) non esprime una regola costituzionale che vieti di affidare al giudice a quo la decisione sulla sospensione sulla base della fondatezza dell’impugnazione anziché sul pericolo di danno grave e irreparabile; non vi è lesione del diritto di difesa nell’obbligo di lasciare il territorio in pendenza del giudizio di legittimità, perché la parte non può parteciparvi (la corte non si cura di considerare che in pratica il richiedente asilo, costretto a lasciare il territorio immediatamente, non potrebbe neanche consultare un difensore e quindi accedere al giudizio di legittimità).
[1] http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=206201&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=778295

Cass. 32029/2018 sulla fissazione dell’udienza nel ricorso per la protezione internazionale in mancanza di videoregistrazione del colloquio

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181211/snciv@s10@a2018@n32029@tS.clean.pdf

 

 

In tema di richiesta di asilo da parte di cittadini di Paesi terzi, il principio di diritto secondo cui nel giudizio di impugnazione della decisione della Commissione territoriale innanzi all’autorità giudiziaria il giudice deve necessariamente fissare l’udienza per la comparizione delle parti, configurandosi, in difetto, la nullità del decreto con il quale viene deciso il ricorso, per violazione del principio del contraddittorio, è immediatamente efficace ed applicabile fin dall’entrata in vigore dell’art. 35-bis del d.lgs. n. 25 del 2008, come modificato dal DL n. 13 del 2017, non influendo su tale immediatezza operativa la “vacatio legis” riguardante l’obbligo di videoregistrazione delle dichiarazioni rese dal richiedente alla Commissione territoriale. Tale interpretazione è resa evidente delle intenzioni del legislatore che ha previsto l’udienza quale elemento centrale del procedimento giudiziale, necessaria ogniqualvolta non sia documentato il colloquio con il richiedente in tutti i suoi risvolti, inclusi quelli non verbali, anche in ragione della natura camerale non partecipata della fase giurisdizionale.

Cass. S.U. 32044/2018 e 32046/2018 sulla giurisdizione in materia di permesso di soggiorno per motivi umanitari

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181211/snciv@sU0@a2018@n32044@tS.clean.pdf
http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181211/snciv@sU0@a2018@n32046@tS.clean.pdf

 

La corte di cassazione, decidendo a sezioni unite, afferma la giurisdizione del giudice ordinario sulle controversie relative al permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Nella sentenza 32044/2018 la corte ha affermato la giurisdizione ordinaria per il permesso di soggiorno per particolare sfruttamento lavorativo ai sensi dell’art. 22, comma 12 quater, D. Lgs. 286/1998, che rientra nella protezione umanitaria, la cui natura giuridica è riconducibile come la protezione internazionale e il diritto di asilo alla categoria dei diritti umani fondamentali. La corte rileva che non vi è discrezionalità politico-amministrativa, tanto che il giudice non è vincolato al parere necessario del PM.

Nella sentenza 32046/2018 la corte ha affermato la giurisdizione ordinaria sull’impugnazione del provvedimento con cui il questore abbia rifiutato il permesso di soggiorno per motivi di studio, quando l’interessato abbia chiesto anche l’accertamento e la dichiarazione del proprio diritto al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari (nel caso di specie, per gravi ragioni di salute).
La corte ha anche osservato che l’abrogazione dell’art. 5, comma 6, nella parte relativa al permesso di soggiorno per motivi umanitari, non rileva nella presente vicenda, ai sensi dell’art. 11 delle Preleggi.

Cass. 30828/2018 su espulsione prefettizia dello straniero pericoloso per l’ordine pubblico e coniugato con cittadino italiano

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181128/snciv@s10@a2018@n30828@tS.clean.pdf

 
Cass. 30828/2018 su espulsione prefettizia dello straniero pericoloso per l’ordine pubblico e coniugato con cittadino italiano

Lo straniero convivente con il coniuge di nazionalità italiana può essere espulso per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello stato solo dal ministro dell’interno ai sensi dell’art. 13, comma 1, del D. Lgs. 286/1998 e non dal prefetto ai sensi dell’art. 13, comma 2.

Cass. 30481/2018 sull’applicabilità del DL 113/2018 ai procedimenti già pendenti sulla protezione umanitaria (ordinanza interlocutoria)

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In un ricorso relativo al riconoscimento del diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari, la corte rileva che la normativa prevista dal decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 potrebbe assumere rilevanza per la decisione, con riferimento sia all’oggetto della domanda di protezione, che ai fatti dedotti in giudizio, che, infine, al motivo di diritto posto a fondamento dell’impugnazione; considerato che sulla questione non si è sviluppato alcun contraddittorio tra le parti, la corte assegna loro e al PM un termine per formulare osservazioni e rinvia la causa a nuovo ruolo

[Difro] Cass. 29276, 29277, 29278, 29279, 27280, 29281, 29282, 29283 del 2018 sulla necessaria fissazione dell’udienza nel procedimento per la protezione internazionale

 

La corte di cassazione conferma il proprio orientamento secondo il quale, dopo l’entrata in vigore del D.L. 13/2017 conv. in L. 46/2017, in assenza della videoregistrazione del colloquio, il tribunale deve fissare l’udienza nel procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale.

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29276@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29277@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29278@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29279@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29280@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29281@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29282@tO.clean.pdf

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s61@a2018@n29283@tO.clean.pdf

[Difro] Cass. 29506/2018 sulla forma dell’appello nelle controversie di protezione internazionale dopo la sentenza delle sezioni unite

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181116/snciv@s61@a2018@n29506@tO.clean.pdf

La corte recepisce l’orientamento delle sezioni unite secondo cui l’appello deve essere introdotto con ricorso e non con atto di citazione, ma accoglie comunque il ricorso proposto contro la sentenza che aveva dichiarato inammissibile l’appello introdotto con atto di citazione perché non era stato tenuto conto della difficoltà interpretativa.

[Difro] Cass. 28860/2018 su traduzione del decreto di espulsione, accertamento della minore età, domanda di protezione internazionale, potere di sospensione del giudice dell’espulsione

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181112/snciv@s61@a2018@n28860@tO.clean.pdf

Cass. 28860/2018 su traduzione del decreto di espulsione, accertamento della minore età, domanda di protezione internazionale, potere di sospensione del giudice dell’espulsione

La corte afferma la legittimità del decreto di espulsione tradotto nella lingua indicata dallo straniero, che si presume da questi conosciuta.
In caso di incertezza sull’età dello straniero, per l’accertamento dell’età è legittimo e doveroso il ricorso alla perizia medico-legale che non è surrogabile con altri metodi.
Poiché il giudice di pace è tenuto a controllare solo l’esistenza dei requisiti di legge che impongono l’adozione del decreto di espulsione, ai fini di tale verifica di legittimità del provvedimento non rileva l’eventuale domanda di protezione internazionale presentata dopo l’espulsione. (In senso contrario, Cass. 19819/2018)

La corte afferma infine che il giudice di pace non può adottare alcun provvedimento di sospensione ai sensi dell’art. 295 cpc poiché l’esistenza delle condizioni per un titolo di soggiorno non si pone in nesso di pregiudizialità con l’opposizione all’espulsione.

[Difro] Cass. 29349/2018 sulla ricusazione del giudice della proroga del trattenimento

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181114/snciv@s10@a2018@n29349@tS.clean.pdf

Cass. 29349/2018 sulla ricusazione del giudice della proroga del trattenimento

 

La pretesa incompatibilità del giudice di pace investito della richiesta di proroga del trattenimento dello straniero, di cui lo stesso magistrato abbia già convalidato l’iniziale trattenimento, deve essere denunciata con istanza di ricusazione ex art. 52 cpc