[Difro] Cass. 29207/2018 sulla presenza dello straniero trattenuto nell’udienza di proroga del trattenimento

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181113/snciv@s10@a2018@n29207@tS.clean.pdf

Cass. 29207/2018 sulla presenza dello straniero trattenuto nell’udienza di proroga del trattenimento
La corte ribadisce che al procedimento giurisdizionale riguardante la proroga del trattenimento dello straniero nel centro di identificazione ed espulsione (la corte cita le norme relative al trattenimento del richiedente asilo, inconferenti al caso di specie) si applicano le stesse garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell’audizione dell’interessato, previste per il procedimento di convalida della prima frazione temporale del trattenimento, senza che sia necessaria una richiesta dell’interessato di essere sentito (Cass. n. 12709 e 25767 del 2016).

[Difro] Cass. 28990/2018 sull’onere istruttorio nei giudizi di protezione internazionale

Cass. 28990/2018 sull’onere istruttorio nei giudizi di protezione internazionale
http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181112/snciv@s10@a2018@n28990@tS.clean.pdf

 
Nei giudizi aventi ad oggetto domande di protezione internazionale e di accertamento del diritto al permesso per motivi umanitari, assoggettati ratione temporis al rito sommario di cognizione ex art. 19 d.lgs n. 150 del 2011, possono essere prodotti documenti nuovi in appello se ritenuti indispensabili dal Collegio il quale non può omettere tale scrutinio in sede di verifica della loro ammissibilità.

Nei giudizi aventi ad oggetto domande di protezione internazionale e di accertamento del diritto al permesso per motivi umanitari la verifica delle condizioni socio politiche del paese di origine non può fondarsi su informazioni risalenti ma deve essere svolta, anche mediante integrazione istruttoria officiosa, all’attualità.

Il riconoscimento del diritto al permesso per ragioni umanitarie deve essere frutto di valutazione autonoma, non potendo conseguire automaticamente dal rigetto delle altre domande di protezione internazionale essendo necessario che l’accertamento da svolgersi sia fondato su uno scrutinio avente ad oggetto l’esistenza delle condizioni di vulnerabilità che ne integrano i requisiti.

La corte inoltre dà atto dell’ininfluenza sulla decisione del decreto legge n.113/2018.

[Difro] Cass. S.U. 28575/2018 sulla forma dell’appello nelle controversie in materia di protezione internazionale

 

La corte di cassazione a sezioni unite contraddice l’orientamento consolidato delle sezioni semplici e afferma che l’appello proposto ex art. 702 quater cpc contro la decisione del tribunale di rigetto della domanda di protezione internazionale deve essere introdotto con ricorso e non con atto di citazione.

Qui il testo della sentenza:

https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/11/2018_10_09_Cassazione_SSUU_28575_asilo_appello.pdf

 

 

[Difro] Cass. 27739/2018 sulla pericolosità sociale rilevante per il trattenimento del richiedente asilo

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181031/snciv@s61@a2018@n27739@tO.clean.pdf

 
Cass. 27739/2018
La corte di cassazione afferma che la condanna a pena sospesa, che implica un giudizio prognostico favorevole basato sull’esclusione della pericolosità sociale, non può giustificare il trattenimento del richiedente asilo ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D. Lgs. 142/2015.

[Difro] Cass. 28003/2018 sull’espulsione del richiedente asilo ricorrente

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181031/snciv@s61@a2018@n28003@tO.clean.pdf

 

Cass. 28003/2018

In materia di immigrazione, la proposizione del ricorso del richiedente asilo avverso il provvedimento di diniego della protezione internazionale sospende l’efficacia esecutiva di tale provvedimento, con la conseguenza che, secondo l’interpretazione data dalla Corte di Giustizia all’art. 2, paragrafo 1, della Direttiva CEE, n. 115 del 2008, non scatta l’obbligo per il richiedente di lasciare il territorio nazionale, permanendo la situazione di inespellibilità fino all’esito della decisione sul ricorso” (Cass. 24415/2015) esteso nel sistema legislativo relativo alla protezione internazionale fino all’esito definitivo del giudizio sulla successiva pronuncia (Cass. 18737/2017).

[Difro] Cass. 27692/2018 sul trattenimento del richiedente asilo pericoloso per la sicurezza dello Stato

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20181030/snciv@s10@a2018@n27692@tS.clean.pdf

 

Cass. 27692/2018 sul trattenimento del richiedente asilo pericoloso per la sicurezza dello Stato

 
La corte di cassazione afferma:

La legittimazione passiva nel ricorso contro la convalida e la proroga del trattenimento del richiedente asilo spetta al ministero dell’interno, presso l’avvocatura generale dello Stato.
L’eventuale evocazione in giudizio dell’organo periferico dell’amministrazione, legato al ministero da un rapporto gerarchico e organico, costituirebbe vizio di mera nullità senz’altro sanabile con la rinnovazione della notificazione.

Permane l’interesse giuridicamente rilevante all’accertamento della legittimità od illegittimità del provvedimento di convalida del trattenimento nel C.I.E. o delle altre misure di esecuzione coattiva dell’espulsione (comprese le misure alternative al trattenimento), anche dopo la definitiva cessazione della sua efficacia, sia in relazione alla configurabilità del diritto al risarcimento del danno dovuto all’illegittima privazione della libertà sia in relazione all’interesse a eliminare un provvedimento che pur se inefficace abbia determinato una soluzione di continuità nel riconoscimento dell’esistenza delle condizioni di legittimo soggiorno in Italia.

Le misure alternative al trattenimento indicate nell’art. 14, comma 1bis, del d.lgs n. 286 del 1998, attengono alla fase dell’esecuzione coattiva dell’espulsione amministrativa e hanno, di conseguenza, la finalità di garantire, mediante la graduazione della limitazione della libertà personale prevista dalla norma, l’attuazione dell’ordine di allontanamento dal territorio italiano. La convalida di esse da parte dell’autorità giurisdizionale richiede il preventivo accertamento dell’esistenza di un provvedimento di espulsione dotato di efficacia esecutiva.

L’applicazione di misura provvisoria di sospensione dell’efficacia, per effetto di decisione della CEDU, del provvedimento di revoca della protezione sussidiaria determina la caducazione derivata di tutte le misure di esecuzione del provvedimento espulsivo, non soltanto di quelle caratterizzate dalla privazione integrale della libertà personale ma anche di quelle a contenuto restrittivo inferiore, in quanto anch’esse sono finalizzate esclusivamente all’allontanamento (e rimpatrio) coattivo del cittadino straniero e trovano giustificazione in un provvedimento presupposto (ordine di allontanamento, nel nostro ordinamento realizzato con il decreto di espulsione) efficace.

Esse, pertanto, non possono essere sostenute soltanto da una finalità di prevenzione e di pubblica sicurezza. Qualsiasi restrizione della libertà personale deve fondarsi sugli specifici requisiti legali che la giustificano, così come stabilito nell’art. 13 Cost. Non può essere convalidato in sede giurisdizionale un provvedimento limitativo della libertà personale fuori del paradigma legale dei requisiti specifici che ne giustificano l’adozione, in funzione di un’esigenza immanente di prevenzione e di sicurezza. Questa specifica finalità può essere realizzata mediante le misure di prevenzione, le quali, tuttavia, pur avendo un contenuto in parte analogo a quelle indicate nell’art. 14 comma ibis d.lgs n. 286 del 1998, possono essere disposte esclusivamente dal giudice penale all’esito di un procedimento in contraddittorio delle parti che accerti la sussistenza degli specifici requisiti contenuti nell’art.1 del d.lgs n. 159 del 2011.

La convalida di misure alternative al trattenimento in funzione preventiva e di tutela della pubblica sicurezza, costituisce un provvedimento radicalmente illegittimo, sia in ordine alle condizioni specificamente previste dalla legge, in assenza di un provvedimento espulsivo efficace, sia in relazione al più generale parametro dell’art. 13 Cost.

[Difro] Cass. S.U. 40982/2018 sulla natura delle fattispecie di cui all’art. 12, comma 3, TUI

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20180924/snpen@sU0@a2018@n40982@tS.clean.pdf

 

Le fattispecie previste nell’art. 12, comma 3, d.lgs. n. 286/1998 configurano circostanze aggravanti del reato di pericolo di cui al comma 1 del medesimo art. 12, e non autonome fattispecie di reato.

La questione era stata rimessa alle sezioni unite con ordinanza 11889/2018 [http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20180315/snpen@s10@a2018@n11889@tO.clean.pdf] con il seguente quesito:
Se in tema di disciplina dell’immigrazione, le fattispecie disciplinate dall’art. 12, comma terzo, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 costituiscano circostanze aggravanti del delitto di cui all’art. 12, comma primo, del medesimo D.Lgs. ovvero figure autonome di reato. In eventualità siffatta se il delitto di cui all’art. 12, comma 3, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 integri un reato di pericolo o “a consumazione anticipata”, che si perfeziona per il solo fatto di compiere atti diretti a procurare l’ingresso dello straniero nel territorio dello Stato, in violazione della disciplina di settore, non richiedendo l’effettivo ingresso illegale dell’immigrato in detto territorio.

Nella fattispecie l’imputato era giudicato, in concorso con altri, per aver compiuto atti diretti a provocare l’ingresso illegale in territorio italiano di tre cittadini stranieri.
Il tribunale aveva applicato l’art. 12, comma 3, lett. d), del D. Lgs. 286/98, ritenendo tale fattispecie una circostanza aggravante e non una fattispecie autonoma di reato.
La corte di appello, diversamente opinando, aveva riqualificato il reato ascritto in quello di cui all’art. 12, comma 1, osservando che nessuno dei cittadini stranieri era in effetti entrato nel territorio italiano e che quindi non potesse applicarsi il terzo comma, ritenuto fattispecie autonoma di reato e non circostanza aggravante e pertanto applicabile solo ove l’ingresso si fosse concretamente verificato.
Avverso la sentenza ricorreva per cassazione il procuratore generale sostenendo che l’orientamento della corte di appello era errato, poiché nella descrizione dei fatti tipici non vi è alcun riferimento all’«ingresso».
La prima sezione penale della corte di cassazione aveva rilevato un contrasto di giurisprudenza sul punto. Aveva osservato che la giurisprudenza di legittimità riteneva che le disposizioni contenute nell’art. 12, comma 3, integrassero una circostanza aggravante nel vigore della disciplina anteriore al 2002, ma successivamente a tale novella ha ritenuto che costituissero fattispecie autonoma di reato.
La corte quindi si interrogava sulla natura (di circostanza aggravante del reato di cui al primo comma, o di autonomo titolo di reato) delle fattispecie di cui al terzo comma; inoltre si domandava se, qualora si affermi che costituissero autonomo titolo di reato, esso rientrasse tra i fatti di pericolo o a così detta consumazione anticipata, in cui la soglia di punibilità è anticipata al mero compimento di atti diretti a procurare l’ingresso. Tutte le tre tesi erano state sostenute dalla giurisprudenza recente.

[Difro] Cass. 12609/2018 sulla revoca del decreto di espulsione

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20180904/snciv@s61@a2018@n21609@tO.clean.pdf

 
Il rilascio del permesso di soggiorno conseguente al riconoscimento della protezione internazionale per motivi umanitari rende inefficace il precedente decreto di espulsione, divenuto ineseguibile (Cass. 24/06/2014, n. 14268).
Qualora lo straniero abbia chiesto la revoca del decreto di espulsione all’autorità amministrativa e questa non abbia provveduto, avverso tale inerzia l’interessato può proporre ricorso al giudice di pace il quale deve dichiarare inefficace il decreto di espulsione.

[Difro] Cass. 21608/2018 sulla cognizione del giudice sull’espulsione dello straniero già espulso e inottemperante all’ordine di lasciare il territorio

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20180904/snciv@s61@a2018@n21608@tO.clean.pdf

In caso di decreto di espulsione basato sull’inottemperanza dell’ordine di allontanamento emesso sulla base di precedente decreto di espulsione, il giudice investito del ricorso proposto contro il secondo decreto di espulsione non può sindacare né disapplicare l’ordine del questore, anche se il precedente decreto di espulsione, di cui l’ordine del questore costituisce atto esecutivo, sia stato annullato (nella fattispecie, in data successiva all’adozione del secondo decreto di espulsione.

[Lawclinic] Tribunale ordinario e amministrativo di Trieste sulla richiesta di ospitalità per chiedere la protezione internazionale e sul rifiuto delle misure di accoglienza

https://www.meltingpot.org/Accesso-alla-procedura-di-riconoscimento-della-protezione.html

Tribunale ordinario e amministrativo di Trieste affermano rispettivamente:
– è illegittima la richiesta di una dichiarazione di ospitalità o di una “autonoma sistemazione” da parte della Questura per la presentazione della domanda di protezione internazionale; [1]
– è illegittimo il provvedimento, adottato nella veste di una comunicazione trasmessa per email alla struttura ospitante l’interessato, con cui la prefettura rifiuta le misure di accoglienza al richiedente asilo senza averlo prima avvisato ex art. 10 bis l. 241/90 e senza aver concretamente valutato le condizioni di bisogno e vulnerabilità. [2]

[1] https://www.meltingpot.org/IMG/pdf/accesso_alla_procedura_di_riconoscimento_protezione_internazionale_-_tribunale_di_trieste.pdf
[2] https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=GKJJLK4VTAIV3RN5PCKX5O2LME&q=