Rassegna giurisprudenziale

 

 

  • http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20171026/snpen@s10@a2017@n49242@tS.clean.pdf
    La corte di cassazione, in un’interessante e approfondita ordinanza, afferma che
    – è ammissibile la richiesta di revoca o di ineseguibilità della misura di sicurezza dell’espulsione anche in via anticipata;
    – in sede di apprezzamento della domanda di revoca o di ineseguibilità in via anticipata della misura di sicurezza dell’espulsione, il Magistrato e il Tribunale di Soveglianza sono tenuti ad esaminare i profili in fatto e in diritto introdotti dalla parte, risolvendo, ove necessario, ed in via incidentale ogni questione in tema di sussistenza dei presupposti per l’ammissione allo status di rifugiato o di persona avvente titolo alla protezione sussidiaria;
    – la disposizione di cui all’art. 20 del d.lgs. n.251 del 2007 in tema di protezione dell’espulsione, nella parte in cui consente di procedere al respingimento per motivi di ordine e sicurezza interna non è applicabile alle ipotesi in cui il soggetto istante corra, ove ricondotto nel paese di origine, serio rischio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.