Cass. 1788/2018 sulla forma dell’appello per la protezione internazionale

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La corte di cassazione, con ordinanza interlocutoria del 14/11/2017 (depositata il 24/1/2018), ha rimesso alla pubblica udienza la trattazione di un ricorso proposto contro una sentenza della corte di appello che aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione ex art. 19. D. Lgs. 150/2011 poiché proposta con ricorso anziché con citazione e quindi tardivamente notificata.
Il ricorrente denunciava due motivi: con il primo, violazione degli artt. 101, 189 e 190 c.p.c. ai sensi dell’art. 360, n. 4, c.p.c., perché la corte di appello, all’atto di assumere la riserva di decisione sulla tempestività dell’impugnazione, ha omesso di invitare le parti a precisare le conclusioni e non ha messo quindi il difensore in condizioni di poter chiedere un rinvio. Non ha altresì assegnato un termine per il deposito di memorie ex art. 101, 2° comma, c.p.c., avendo posto a fondamento della decisione una questione di ammissibilità rilevabile d’ufficio.
Con il secondo motivo denunciava la violazione e falsa applicazione dell’art. 19, d.lgs. 150/2011, dell’art. 27, d.lgs. 142/2015, art. 12 preleggi, perché il tenore letterale di tali disposizioni rende evidente che l’appello deve essere proposto nella forma del ricorso e non della citazione.

La corte, all’esito dell’esame del ricorso nell’adunanza camerale, ritenuto che non sussistano i presupposti di cui all’art. 375, numeri I) e 3), c.p.c., ha rimesso la causa alla pubblica udienza della Prima sezione civile ai sensi dell’art. 380bis, ultimo comma, c.p.c.

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http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20180124/snciv@s61@a2018@n01788@tI.clean.pdf

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